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Made Appalti

La revoca dell'aggiudicazione equivale ad un illecito professionale (risoluzione anticipata)

ambito applicativo degli illeciti professionali

Consiglio di Stato, sez. V, 22.07.2019 n. 5171

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– soprattutto perché la “decadenza dell’affidamento” ai sensi dell’art. 103, comma 3, del d.lgs. n. 50 del 2016, per mancata prestazione della garanzia definitiva e la revoca dell’aggiudicazione prima della stipulazione del contratto sono ascrivibili a responsabilità precontrattuale dell’aggiudicatario, il quale, con la sua condotta, ha comunque impedito la stipulazione del contratto determinando una situazione assimilabile a quella espressamente prevista, nel caso di specie (nella dichiarazione riportata al n. 33 del modulo di dichiarazione allegata alla domanda di partecipazione alla gara), come dovuta a “revoche di aggiudicazione per mancata esecuzione del servizio”, oltre che affine all’altra fattispecie oggetto di dichiarazione (“risoluzione anticipata dei contratti negli ultimi tre anni per inadempimento contrattuale”), secondo lo stesso modulo predisposto da Linea Gestioni s.r.l.;

– data tale affinità, l’interpretazione strettamente letterale invocata dall’appellante non appare affatto giustificata, alla stregua dei principi di buona fede e di leale collaborazione che devono improntare le condotte dei partecipanti alle pubbliche procedure di affidamento; si vuole, con ciò, significare che se la stazione appaltante attribuisce rilevanza alla risoluzione anticipata del contratto ed alla revoca dell’aggiudicazione, pur specificandone solo alcune delle possibili cause, non esclude la rilevanza di altre, che, come nel caso di specie, essendosi verificate in un dato momento della sequenza procedimentale –revoca di aggiudicazione prima della stipulazione del contratto- abbiano prodotto la medesima conseguenza del venir meno dell’affidamento in capo all’aggiudicatario (e della sua sostituzione con altro concorrente collocatosi in posizione utile in graduatoria);

l’omessa dichiarazione da parte del -OMISSIS- del provvedimento di decadenza e di revoca dell’aggiudicazione (tale qualificato dal Comune di Roccapiemonte con la determinazione n. 244 del 12 ottobre 2018) integra pertanto violazione dell’obbligo informativo di cui al ridetto art. 80, comma 5, lett. c- bis);

la commissione giudicatrice della gara indetta dalla Linea Gestioni s.r.l. per il Comune di Cremona ha valutato la condotta omissiva del Consorzio riferendosi alla lettera c – bis (e non solo all’ipotesi di cui alla successiva lett. f – bis), dal momento che, per come si evince dagli atti (in particolare dai verbali delle sedute riservate del 23 gennaio e del 4 febbraio 2019) e dal provvedimento impugnato, ha effettuato una richiesta di accesso agli atti indirizzata al Comune di Roccapiemonte (SA) per acquisire “informazioni precise e circostanziate in merito alla revoca […]” dell’aggiudicazione definitiva in danno al -OMISSIS- (ora -OMISSIS-), ha quindi constatato le ragioni della decadenza e la circostanza che l’affidamento avesse riguardato un servizio di igiene urbana del territorio comunale (come quello oggetto di gara), ha dato atto della mancata impugnazione del provvedimento di decadenza/revoca da parte del Consorzio e ne ha perciò disposto l’esclusione (anche) ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c – bis);

in sintesi, di tale disposizione ricorrono sia il presupposto dell’obbligo dichiarativo che la valutazione dell’incidenza della sua omissione sul corretto svolgimento della procedura e sul giudizio di affidabilità della stazione appaltante.

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