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Made Appalti

Gli illeciti professionali non devono obbligatoriamente essere iscritti nel Casellario ANAC

CONSIGLIO DI STATO 5171/2019

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Considerato, infine, quanto al terzo motivo, che:

la mancata iscrizione della decadenza dalla precedente aggiudicazione nel casellario informatico tenuto dall’ANAC non rende inutilizzabile l’informazione, in sé ed in via autonoma da parte della stazione appaltante;

in effetti, tale inutilizzabilità non è stata sostenuta dal Consorzio nemmeno in primo grado, sicché, come denunciato col terzo motivo di gravame, la motivazione della sentenza appellata (che si è limitata a ribadire l’autonomia nelle valutazioni riservate alle stazioni appaltanti) non è pertinente rispetto alla censura, e va perciò integrata secondo quanto appresso;

la censura, ribadita dall’appellante nel senso che la mancata iscrizione della decadenza nel casellario informatico rileverebbe ai soli fini dell’insussistenza dell’obbligo dichiarativo (ferma comunque la possibilità di valutare l’accadimento, se altrimenti conosciuto, da parte della stazione appaltante), è comunque infondata: l’obbligo di fornire la relativa informazione, rilevante “ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione”, sussiste, per le ragioni sopra precisate che conseguono all’interpretazione prevalente dell’art. 80, comma 5, lett. c- bis, come norma di chiusura, di portata stringente nell’imporre all’operatore economico partecipante alla gara l’obbligo di fornire tutte le informazioni ritenute decisive per il giudizio di affidabilità rimesso alla stazione appaltante, a prescindere dal già avvenuto inserimento nel casellario informatico;

la fattispecie non va confusa con quella oggetto del precedente di cui a Cons. Stato, V, 24 gennaio 2019, n. 597, citata dall’appellante, riferita alla differente ipotesi delle false dichiarazioni e della loro incidenza nella gare diverse da quelle in cui sono state rese, per le quali, ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. f ter), il motivo di esclusione presuppone e perdura fino a quando opera l’iscrizione nel casellario informatico;

giova precisare che l’assunto dell’appellante illustrato nel terzo motivo trova riscontro in un orientamento giurisprudenziale espresso nelle sentenze di questa stessa Sezione V, 3 aprile 2018, n. 2063 e della Sezione III, 12 luglio 2018, n. 4266 (seguite da Cons. Stato, V, 21 novembre 2018, n. 6576), ma si tratta di orientamento disatteso, oltre che dalle più recenti decisioni sopra richiamate, da numerosi altri arresti, espressione dell’orientamento maggioritario, ribadito, da ultimo, da Cons. Stato, III, 27 dicembre 2018, n. 7231.

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