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Made Appalti

Avvalimento ed effettiva valutazione dei mezzi prestati

contratto di avvalimento

Consiglio di Stato 4024/2019

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“Il complesso delle previsioni contrattuali va, invece, letto alla luce dei criteri ermeneutici di cui artt. 1363 (“Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell’atto”) e 1367 (“Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno”) del Codice civile, richiamati dalla citata Adunanza Planaria n. 23 del 2016.

Alla loro stregua, non è revocabile in dubbio che il contratto di avvalimento in parola è funzionale a colmare la carenza di qualificazione dell’ausiliata siccome delimitata non solo da quanto espressamente dichiarato in sede di partecipazione alla gara, ma anche, in contratto, mediante il riferimento alla “porzione” o alla “partedi opera di categoria OG1 per cui la Facchetti non possiede la corrispondente classifica, menzionata negli artt. 1 e 4: l’oggetto del prestito va pertanto rapportato al solo segmento dei lavori che quest’ultima non sarebbe stata in grado di eseguire in proprio, e a cui si riferisce la manifestazione, di cui in premessa, della volontà di ricorrere all’avvalimento.

9.6. L’erroneità sopra riscontrata nella valutazione del primo giudice di indeterminatezza del contratto Facchetti-Deldossi quanto all’avvalimento parziale si riflette sul conseguente giudizio reso dallo stesso in ordine alla inadeguatezza delle risorse umane e strumentali concretamente messe a disposizione dall’ausiliaria: tali risorse si appalesano infatti del tutto idonee a integrare l’apparato produttivo dell’ausiliata, carente solo in parte della prescritta certificazione di qualità.

Non risultano al riguardo persuasive le contrarie difese svolte da Suez Trattamento Acque che, conformemente al motivo di ricorso proposto e accolto in primo grado, sono fondate sull’errato convincimento che dette risorse fossero da riferire all’intera categoria scorporabile.

9.7. Infine, va superato anche il rilievo del primo giudice in ordine alla assenza della certificazione di qualità dell’ausiliaria, che, come pure osservato dal medesimo, era rilevabile dagli atti di causa.

Quanto, invece, all’ulteriore rilievo della sentenza appellata in ordine all’assenza di indicazione circa la direzione tecnica dell’ausiliaria, deve rimarcarsi che, proprio perché, come afferma anche la Suez Trattamento Acque, la giurisprudenza amministrativa riconosce che l’attestazione SOA è il frutto di una valutazione complessiva degli elementi dell’organizzazione aziendale che non coincide con la mera sommatoria degli stessi, va ribadito il principio, invocato dall’appellante principale, che il prestito delle risorse e mezzi ricomprende ex se anche le figure tecniche (Cons. Stato, V, sentenza breve 24 luglio 2014, n. 3949).

10. Le conclusioni raggiunte in ordine alle censure contenute negli appelli della stazione appaltante e di Torricelli sopra favorevolmente esaminate, aventi valore assorbente di ogni altra argomentazione pure svolta dalle medesime appellanti, conducendo alla riforma della sentenza appellata, impongono la disamina dei motivi del ricorso di primo grado assorbiti dal primo giudice e qui riproposti da Suez Trattamento Acque, ai sensi dell’art. 101, comma 2, Cod. proc. amm..”

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