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Made Appalti

Recovery, Unione Consorzi Stabili Italiani: dividere lavori da appaltare in lotti da 100mln

RECOVERY, UNIONE CONSORZI STABILI ITALIANI

“Il PNRR sia lo strumento per sostenere e ridare nuova linfa alle piccole e medie imprese dopo un anno terribile a causa della pandemia. In tal senso, è cruciale lo sviluppo di fenomeni imprenditoriali di aggregazione quali sono i consorzi stabili ed è altrettanto fondamentale la modalità con la quale le infrastrutture da realizzarsi andranno a gara. La nostra proposta è che i lavori da appaltare siano divisi in lotti di importo massimo di 100 milioni di euro, oltre tale soglia la concorrenza risulta di fatto inesistente con la conseguenza che alle gare possono partecipazione solo le grandi aziende”.

 

E’ quanto scrive l’Unione dei Consorzi Stabili Italiani – Ucsi, organizzazione presieduta dall’ing. Francesco Vorro che raggruppa 28 consorzi stabili in rappresentanza di 1.000 imprese di costruzioni.

 

“Non è vero quanto sostengono molti, tra questi anche il dottor Pietro Salini, che 100 imprese da 1 non  fanno 1 impresa da 100 perchè i medesimi consorzi sviluppano le economie delle Pmi creando anche nuove grandi aziende che, in mancanza dello strumento consortile, rimarrebbero relegate a operare quali meri subappaltatori dei big, compresa la stessa WeBuild – aggiunge l’Ucsi – Sono note le conseguenze non sempre edificanti del modello predicato dalle grandi, specie alla luce dei plurimi dissesti degli ultimi anni, risoltisi nel salvataggio, anche con fondi pubblici, dei big e nel fallimento delle piccole e medie imprese utilizzate quali subappaltatori”.

 

“Il tanto amato ‘modello Genova’, senz’altro lodevole per il contesto in cui è stato applicato, per stessa ammissione anche dell’attuale ministro Enrico Giovannini, si è reso possibile non certo per le deroghe, senz’altro intervenute, alla normativa nazionale o comunitaria), ma solo perché c’è stata una fase di progettazione  accelerata, per essere il progetto acquisito senza gara, “donato” dal progettista, e approvato senza necessità di acquisire tutti i pareri necessari, collocandosi le opere sullo stesso tracciato del precedente Ponte Morandi.

Facciamo appello a Governo e Parlamento, perché questa può essere l’occasione giusta, per aiutare le Pmi e dare una compiuta disciplina al settore mediante l’adozione del regolamento al codice degli appalti, peraltro il cui testo già risulta definitivamente condiviso da tutte le parti sociali”

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