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Made Appalti

11 Marzo 2022

Angelo D’Agostino, l’imprenditore polivalente

Le interviste agli opinion leaders del settore

Il gruppo D’Agostino nasce nel 2011 dall’esigenza di organizzazione delle molteplici attività ideate, sviluppate e promosse dall’intuito dell’imprenditore irpino Angelo Antonio D’Agostino, sulla scorta di oltre 30 anni di esperienza e lavoro concreto. A partire dalla capogruppo, la D’Agostino Costruzioni Generali srl, sin dall’inizio della sua attività, la compagine aziendale si è distinta per l’alta affidabilità e l’elevata qualità delle proprie realizzazioni, frutto di un modo di gestire il rapporto con il cliente ed i lavori affidati all’insegna della professionalità e della serietà.

D.E.: Presidente D’Agostino, ci parli degli inizi della D’Agostino Costruzioni Generali. 

A.A.D.: Come moltissime realtà imprenditoriali italiane ci siamo incamminati e siamo cresciuti gradualmente. Gli inizi risalgono agli anni post terremoto, tra il 1982 e il 1983. L’impresa individuale, che portava il mio nome, ha cominciato ad effettuare piccoli lavori di rifinitura, di completamento di fabbricati, prevalentemente nel settore civile. La tragedia del terremoto ha poi innescato la necessità di avere sul territorio imprese che facessero non solo piccoli lavori, ma anche opere strutturali ed infrastrutturali. L’azienda ha dunque acquisito le competenze per operare su acquedotti e nel settore stradale e in breve tempo è diventata grande e adeguatamente strutturata per realizzare lavori più interessanti, maturando contestualmente i requisiti per quelli più grandi.

D.E.:Ci racconti dell’acquisizione della Impresa S.p.A. e della società Tecnis del 2019.

A.A.D.: Nel tempo abbiamo avuto l’opportunità e, direi anche la necessità, di acquisire asset aziendali in difficoltà. Ci interessava, infatti, il loro portafoglio lavori e l’obiettivo era quello di aumentare il nostro e consentirci, così, di continuare nel nostro percorso di crescita. In particolare con l’acquisizione di Impresa S.p.A. siamo riusciti a completare opere tecnicamente molto impegnative che erano avviate da tempo. Non le nascondo che abbiamo centrato l’obiettivo con non poche difficoltà, considerata la condizione nella quale abbiamo trovato alcuni dei cantieri.

Anche l’acquisizione di Tecnis ci ha consentito di aumentare il nostro volume di affari e di posizionarci in un segmento di mercato medio-alto. Ora abbiamo dinanzi sfide ardue, ma che affrontiamo con la dedizione e il piglio professionale di sempre; improntiamo ogni nostro intervento alla qualità e per ogni nostra realizzazione ci sforziamo sempre di essere rispettosi dei cronoprogrammi. Nel Mezzogiorno alcuni dei lavori “ex Tecnis” riguardano l’anello ferroviario di Palermo, il nodo ferroviario di Bari, il Porto di Catania, l’Ospedale di Gioia Tauro. Con queste ed altre acquisizioni il nostro Gruppo si colloca a pieno titolo tra le imprese top per questa categoria di lavori.

D.E.:Come ha collimato la sua attività parlamentare con l’attività imprenditoriale?

A.A.D.: Le confesso che, per mia natura, sono abituato a fare più cose insieme. La politica è una mia vecchia passione e quando si sono create le condizioni per perseguire l’obiettivo di andare in Parlamento, mi sono candidato. Il tutto è accaduto, devo dire, in maniera molto semplice e lineare. La struttura dell’azienda è tale da riuscire a non perdere mai di vista gli obiettivi. E così è avvenuto.

Certo la permanenze di tre giorni in azienda e tre giorni a Roma ha tolto, in qualche modo, tempo e risorse al gruppo che era in piena fase di espansione, ma ho ritenuto giusto rispettare i tanti elettori che mi hanno dato fiducia, portando a Roma le loro istanze e quelle delle loro comunità. Poi personalmente considero la mia attività parlamentare in maniera senz’altro positiva, perché ha consentito di portare in azienda nuove esperienze. Una cosa è conoscere ed applicare una legge ed un’altra è contribuire alla sua redazione, comprendere quali sono i passaggi da fare e gli equilibri da mantenere, provare ad intuire la portata di un provvedimento in via di approvazione.

D’altronde, a mio parere, gli imprenditori in Italia non sempre sono supportati da leggi in grado di risolvere i problemi che vivono coloro che rappresentano il motore economico del paese. Troppo spesso si legifera prescindendo dalla realtà, senza averne consapevolezza; senza ascoltare chi con il mondo del lavoro, le sue difficoltà e le sue peculiarità, ha a che fare ogni singolo giorno. Le ripeto, l’esperienza in parlamento è stata significativa proprio in tal senso: poter contribuire a rendere migliori le leggi che ci riguardano.


D.E.:Da uomo di sintesi, crede che in Politica sia necessaria una presenza più corposa di imprenditori?

A.A.D.: Come le dicevo, troppo spesso il Parlamento legifera senza che ci sia una piena consapevolezza della realtà. Una presenza più corposa tra deputati e senatori di chi fa impresa può senz’altro contribuire a ridurre il fenomeno del distacco tra quanto si decide a Roma e quanto vive quotidianamente chi fa impresa. Devo dire, tuttavia, che il Governo Draghi ha dimostrato una sensibilità maggiore e una conoscenza più approfondita della realtà. L’impulso che il nuovo Governo sta dando al Paese in termini di crescita e sviluppo rispetto al passato è molto più in sintonia con la sensibilità di noi imprenditori. E anche in Parlamento si adottano provvedimenti che apprezziamo di più.

D.E.: Ci dica il suo segreto, come fa a gestire contemporaneamente 17 aziende in diversi settori che vanno dalle costruzioni, alla televisione, ad una concessionaria Mercedes fino alla proprietà dell’Avellino Calcio?

A.A.D.: Non c’è un segreto in verità. Essere imprenditore non vuol dire dedicarsi per forza ad una sola attività, ma avere una visione che non si limita a brandizzare e, nel contempo, tende ad ampliarle tutte. In fin dei conti tutto è imprenditoria, cambiano dinamiche e regole, ci vuole studio, approfondimento, specificità, specializzazione, ma poi tutto può essere fatto. Se proprio lo vogliamo chiamare “segreto” è senz’altro necessario trovare collaboratori bravi, seri e preparati che possano contribuire a mettere in campo quanto è necessario per il corretto sviluppo imprenditoriale.

L’imprenditore deve fare profitto, l’obiettivo è sempre lo stesso. Bisogna perciò creare la struttura adeguata, con persone specializzate al posto giusto. Certo, avere tante aziende comporta un maggiore sforzo, ma io sono sempre alla ricerca di nuove iniziative: sono e siamo abituati a fare cose diverse. Ci sono tante discipline, legislative e fiscali, da conciliare, però mi piace farlo ed ottenere un buon risultato. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, la diversificazione è anche una delle ragioni del successo del nostro gruppo, che riesce a mantenere un buon livello anche con gli alti e bassi dei mercati. Ogni settore può andare in difficoltà e se è l’unico dell’azienda ne soffre tutta l’azienda, conducendola nella maggior parte dei casi alla chiusura. Invece avere settori diversificati consente di mantenere un equilibrio importante – mi consenta il paragone meteorologico – soprattutto nella tempesta.

D.E.: Il prossimo obiettivo?

A.A.D.: Sicuramente ampliare la parte dei servizi del gruppo, Metaedil e Sienergia su tutti. Riteniamo che il futuro sia nei servizi e che tale settore sia assolutamente strategico. Ma, come le dicevo, il nostro è uno sguardo a 360° e dunque ogni giorno cerchiamo nuove sfide con cui misurarci.

A cura di Ing. Danilo Esposito

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