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TAR Catanzaro, 05.09.2019 n. 1544 (soccorso offerta tecnica)

Pubblicato il 05/09/2019

N. 01544/2019 REG.PROV.COLL.

N. 00345/2019 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 345 del 2019, proposto da Klas Services S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Luca Tozzi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Napoli, via Toledo 323;

contro

Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Provveditorato Regionale Calabria, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale Catanzaro, domiciliata ex lege in Catanzaro, via G.Da Fiore, 34;

nei confronti

Rag. Pietro Guarnieri – Figli S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Vincenzo Caputi Iambrenghi, Francesco Caputi Iambrenghi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Demetrio Verbaro in Catanzaro, via Vittorio Veneto n. 48;

per l’annullamento:

a) del provvedimento di esclusione della odierna ricorrente dalla procedura di gara bandita per Gara per l’affidamento del “servizio di ristorazione aridotto impatto ambientale nelle mense obbligatorie di servizio per il personale dellapolizia penitenziaria nelle sedi degli istituti penitenziari, scuole e istituti di formazione delprovveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Calabria” (77121370C9);

b) della determinazione del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria – Provveditorato Regionale per la Calabria n. 2/2019 del 13.2.2019;

c) del provvedimento di aggiudicazione emesso in favore della ditta – Società Rag. Pietro Guarnieri – Figli S.r.l.;

d) del decreto di aggiudicazione del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria – Provveditorato Regionale per la Calabria n. 16 del 21.2.2019;

e) della nota del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria – Provveditorato Regionale per la Calabria prot. n. 8043 del 25.2.2019;

f) Ove e per quanto lesivi, dei verbali di gara tutti con particolare riferimento al verbale della seduta del 17.1.2019, al verbale n. 1 del 13.2.2019, del verbale n. 2 del 13.2.2019, del verbale n. 3 del 19.2.2019;

g) del bando di gara, del disciplinare di gara e del Capitolato speciale di appalto in uno a tutti i relativi allegati ed appendici ove interpretati ovvero interpretabili così come fatto dalla Stazione appaltante, con particolare riferimento all’art. 16 del disciplinare;

h) Ove e per quanto lesivo, del verbale ammessi/esclusi eventualmente pubblicato sul portale Amministrazione Trasparente ex art. 29 D.lgs. 50/2016 i) della determina a contrarre;

j) Ove e per quanto lesivo, del silenzio rigetto ovvero silenzio inadempimento rispetto alla istanza in autotutela prot. n. 182/is del 14.2.2019;

k) Ove e per quanto lesivi di tutti gli altri provvedimenti presupposti, consequenziali e connessi, anche non conosciuti, con riserva espressa di formulare motivi aggiunti.

Nonché:

a) per la declaratoria di inefficacia del contratto di servizio eventualmente sottoscritto nelle more del presente giudizio nonché per la declaratoria del conseguente diritto al subentro.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Rag. Pietro Guarnieri – Figli S.r.l. e di Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Provveditorato Regionale Calabria;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 19 giugno 2019 il dott. Pierangelo Sorrentino e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. L’odierna ricorrente ha preso parte alla procedura di gara bandita dall’Amministrazione resistente, relativa al servizio di ristorazione a ridotto impatto ambientale nelle mense obbligatorie di servizio per il personale della polizia penitenziaria nelle sedi degli istituti penitenziari, scuole e istituti di formazione del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Calabria.

2. La Commissione di gara, in sede di apertura delle buste riguardanti le offerte tecniche, ha rilevato la mancata produzione, da parte dell’odierna ricorrente, della relazione contenente la descrizione tecnica dei servizi offerti, richiesta, a pena di esclusione, dal disciplinare di gara.

3. Il RUP, conseguentemente, con determina n. 2/2019, ha proceduto alla sua esclusione dalla gara. Successivamente, con decreto n. 16 del 21.2.2019, l’appalto è stato aggiudicato alla società odierna controinteressata.

4. La società ricorrente ha dedotto, in primis, violazione e falsa applicazione degli artt. 30, 83 commi 8 e 9, 94, 95 e 97 del d.lgs. n. 50/2016 in relazione all’art. 16 del disciplinare di gara, violazione dell’art. 3 l. n. 241/1990, degli artt. 41 e 97 Cost. sostenendo di aver trasposto tutti gli elementi richiesti dalla relazione tecnica, di cui all’art. 16, lett a) del disciplinare di gara, all’interno del Modello 3 predisposto dalla Stazione Appaltante.

Con un ulteriore motivo ha poi censurato l’illegittimità della clausola di esclusione di cui all’art. 16 del disciplinare di gara per contrasto con il principio di tassatività delle clausole escludenti.

5. In sede di delibazione cautelare il Collegio ha respinto le doglianze sul presupposto, per un verso, della ritenuta valenza integrativa – e non meramente ricognitiva o riepilogativa – dei contenuti dell’offerta tecnica da ascriversi alla predetta relazione e, per altro verso, della insussistenza di profili di irragionevolezza o abnormità della clausola escludente fondata sulla sua mancata allegazione (art. 16 del Disciplinare di gara).

6. Ritiene il Collegio che tali rilievi debbano essere confermati.

7. La fondatezza dell’intero ricorso deve essere valutata sulla base della qualificazione da attribuire alla relazione tecnica richiesta dal disciplinare di gara a pena di esclusione.

La liquidità della suddetta questione supera la pregiudizialità delle eccezioni sollevate dalla controinteressata – motivate sul rilievo che l’offerta tecnica da questa presentata ha conseguito il punteggio massimo – in punto di interesse ad agire di parte ricorrente.

8. Opina il Collegio che la non superfluità della relazione tecnica si desuma chiaramente dalle disposizioni della lex specialis, ai sensi della quale l’offerta tecnica si compone anche di una relazione tecnica “contenente la descrizione tecnica dei servizi offerti. L’offerenteavrà cura di fornire i dovuti dettagli richiesti dal capitolato tecnico ai fini dellavalutazione del servizio. La mancata presentazione della relazione comportal’esclusione dalla gara” (punto 16.a).

Anche dal “Modello 3 dichiarazione di offerta”, allegato al disciplinare, si ricava come detta relazione assurga a documento progettuale del servizio oggetto dell’appalto, dal quale derivano gli elementi integrativi della formulazione dell’offerta tecnica e, successivamente, di quella economica.

Sicché non appare decisivo, a parere del Collegio, il rilievo di parte ricorrente incentrato sulla circostanza che, in sé soltanto considerata, la relazione de quo non implichi, a norma della lex specialis, l’attribuzione di un punteggio.

Trattasi, infatti, di documento esplicativo del servizio offerto dal partecipante che concorre a giustificare gli elementi quantitativi e qualitativi dell’offerta tecnica da cui scaturiscono i diversi punteggi, con l’effetto che la sua omissione appare in grado di generare negativi riflessi sulla completezza degli elementi informativi disponibili ai fini di una corretta e consapevole valutazione, da parte della Commissione, relativa ai requisiti richiesti dal disciplinare di gara: è (anche) sulla scorta di essa, infatti, che l’Amministrazione è posta nelle condizioni di esaminare la corrispondenza tra il dettagliato contenuto tecnico ivi racchiuso e le dichiarazioni rese dalla società concorrente nel Modello 3.

Vengono in rilievo, invero, attività che costituiscono il sistema prescelto da ciascun concorrente per organizzare e disimpegnare il servizio, quali le modalità di approvvigionamento e di stoccaggio delle derrate, quelle di preparazione e cottura delle stesse, il confezionamento, il trasporto e la distribuzione dei pasti, la custodia e manutenzione ordinaria delle strutture, la pulizia, la disinfestazione e la raccolta dei rifiuti.

9. Un ulteriore motivo di ricorso si fonda sulla presunta illegittimità della clausola di cui all’art. 16 del disciplinare di gara – fonte di esclusione della società ricorrente – in quanto in tesi non rispettosa del principio di tassatività delle clausole escludenti.

Gli è tuttavia che, posto il rilievo essenziale, all’interno della procedura, dei contenuti propri della relazione tecnica, ne discende la legittimità della clausola di esclusione dalla gara in caso di omessa produzione della stessa. Neppure risulta praticabile, nel caso di specie, l’invocato soccorso istruttorio atteso il tenore dell’art. 83, comma 9, d.lgs. n. 50/2016, a mente del quale “[…] in caso di mancanza, incompletezza e di ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e del documento di gara unico europeo di cui all’articolo 85, con esclusione di quelle afferenti all’offerta economica e all’offerta tecnica, la stazione appaltante assegna al concorrente un termine, non superiore a dieci giorni, perché siano rese, integrate o regolarizzate le dichiarazioni necessarie […]”.

Ne deriva, pertanto, l’inevitabile esclusione della società dalla gara.

10. L’infondatezza dei due motivi di ricorso sopra scrutinati conduce de plano alla reiezione della censura con cui la ricorrente deduce l’illegittimità del provvedimento di aggiudicazione della gara in favore dell’odierna controinteressata, proprio in quanto tale illegittimità scaturirebbe dai suesposti presunti vizi del provvedimento di esclusione.

11. Il ricorso va dunque respinto.

12. Le spese di giudizio seguono, come per legge, la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Condanna parte ricorrente alla refusione delle spese e competenze di giudizio, complessivamente liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori, come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 19 giugno 2019 con l’intervento dei magistrati:

Vincenzo Salamone, Presidente

Francesca Goggiamani, Referendario

Pierangelo Sorrentino, Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Pierangelo Sorrentino Vincenzo Salamone

IL SEGRETARIO

 

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